Jennifer Garner e il business del baby food

Dal cinema al baby food biologico: la quotazione a Wall Street.

di essenze
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Per anni è stata considerata “solo” un volto noto di Hollywood. Oggi il suo nome è legato anche a una delle IPO più commentate nel settore del baby food negli Stati Uniti. La storia che circola online racconta la trasformazione di Jennifer Garner da attrice di successo a co-fondatrice di un’azienda valutata 724 milioni di dollari: ma quanto c’è di verificabile?

Le origini e il successo in TV

Nata a Houston e cresciuta in West Virginia in una famiglia della classe media, Garner ha studiato inizialmente chimica alla Denison University, per poi orientarsi verso il teatro.

Dopo anni di piccoli ruoli, nel 2001 arriva la svolta con la serie televisiva Alias, in cui interpreta l’agente Sydney Bristow. La serie le vale un Golden Globe e la consacra tra i volti più noti della televisione americana.

Negli anni successivi partecipa a film di rilievo come Juno e Dallas Buyers Club, consolidando la sua carriera cinematografica.

L’impegno sociale e la svolta nel baby food

Un elemento documentato è il suo impegno con Save the Children, di cui è ambasciatrice dal 2009. Attraverso questa esperienza, Garner ha più volte dichiarato di aver toccato con mano le difficoltà nutrizionali nelle aree rurali degli Stati Uniti.

Come madre di tre figli, inoltre, ha constatato personalmente che molti prodotti per l’infanzia disponibili sugli scaffali erano ultra-processati, ricchi di zuccheri e poco nutrienti. Questo ha acceso in lei la volontà di agire: invece di limitarsi al ruolo di testimonial, ha deciso di contribuire concretamente a creare soluzioni affidabili e sane per la nutrizione dei bambini.

Nel 2017 entra in Once Upon a Farm come co-fondatrice e Chief Brand Officer. L’azienda, fondata da Cassandra Curtis nel 2015, produce alimenti biologici freschi per l’infanzia, con una distribuzione refrigerata diversa rispetto ai tradizionali omogeneizzati a lunga conservazione.

Accanto a lei viene coinvolto John Foraker, ex CEO di Annie’s Homegrown, un’azienda americana di alimenti biologici, come amministratore delegato. Negli anni successivi l’azienda amplia la distribuzione nazionale, arrivando sugli scaffali di grandi catene come Walmart e Whole Foods Market.


La crescita e la quotazione in Borsa

Dopo anni di espansione, con distribuzione dei prodotti in migliaia di negozi tra cui grandi catene come Walmart, Target, Costco e Whole Foods Market, Once Upon a Farm ha lanciato la sua IPO. L’offerta pubblica iniziale ha raccolto circa 198 milioni di dollari vendendo azioni a 18 USD l’una, con una forte domanda da parte degli investitori. Nella prima giornata di contrattazione le azioni hanno chiuso sopra il prezzo d’offerta, riflettendo un interesse sostenuto sul mercato.

Al momento del debutto, la capitalizzazione di mercato dell’azienda si è attestata attorno a 724‑847 milioni di dollari (stime basate sui livelli di quotazione e sulle azioni in circolazione), collocando il marchio tra le IPO più rilevanti del settore dei prodotti alimentari per l’infanzia.

Il mercato del baby food biologico

Il segmento del baby food biologico continua a crescere, con una domanda in espansione da parte di consumatori sempre più attenti alla qualità degli ingredienti e alla trasparenza nutrizionale dei prodotti. Once Upon a Farm ha cercato di posizionarsi come brand moderno in questo spazio, puntando su prodotti refrigerati e senza additivi, e su un portfolio che include anche snack per bambini più grandi.

La quotazione di Once Upon a Farm in Borsa rappresenta un traguardo importante per un’impresa di alimenti per l’infanzia nata come startup e sostenuta da una celebrità. Il ruolo di Jennifer Garner è stato quello di co‑fondatrice impegnata nella diffusione e nella crescita strategica del marchio, portando l’azienda da un progetto di nicchia a una realtà riconosciuta sul mercato dei capitali.

Al di là della retorica motivazionale, la vicenda rappresenta un caso interessante di celebrity entrepreneurship: quando un volto noto non si limita al ruolo di testimonial, ma assume una posizione societaria con responsabilità operative e strategiche.

È un esempio di come reputazione, capitale relazionale e missione sociale possano convergere in un progetto industriale.

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